fbpx

pietre di inciampo torino

Abitava in strada dei Ronchi 79 a Cavoretto presso Torino. Venne in seguito trasferito a nel sottocampo di Gusen II. Tra i 605 deportati solamente 20 furono i reduci che riuscirono a tornare a casa. Nel giugno del 1933 diede alla luce Elena, la loro unica figlia. Sfortunatamente l’arrivo di una colonna tedesca di duemila soldati, giunti per rastrellare il territorio in cerca di partigiani, fece sì che i due venissero scovati ed arrestati l’8 dicembre 1943. Con l’entrata in vigore delle leggi razziali del 1938, che imponevano il divieto per gli ebrei di possedere attività imprenditoriali, i coniugi furono costretti a cedere la gestione e la proprietà a dipendenti di fiducia, che si occuparono del funzionamento della vetreria restituendola correttamente agli eredi dopo la fine della Seconda guerra mondiale. Sposato con Teodora Bollero, abitava con la famiglia in corso Spezia 55 aTorino. Nel campo fu registrata con la matricola 20150. Il dipendente fedifrago incassò la taglia di 5.000 lire per ogni ebreo e si appropriò del negozio, che saccheggiò. Partecipò agli scioperi del marzo del 1944 e fu catturato il 4 marzo per motivi di pubblica sicurezza alla ripresa del lavoro in fabbrica: insieme a lui furono arrestati 78 lavoratori Fiat. Venne trattenuto al carcere Le Nuove e il 18 febbraio 1944 fu deportato a Mauthausen (con lui erano anche Germano Facetti, Aldo Carpi, Terenzio Magliano). Alessandro Levi nacque a Torino il 12 ottobre 1901, figlio di Moise e Eugenia Todros. Di professione operaio scrittore di insegne, aderì alla Resistenza e venne arrestato a Torino a causa probabilmente di una delazione. Ebreo, il 10 agosto 1944 venne arrestato a Canischio (TO). In seguito, il 14 dicembre 1944 venne deportato al campo di concentramento di Mauthausen, dove arrivò il 19 dello stesso mese. Fu deportata ad Auschwitz con il trasporto partito il 22 febbraio 1944 e arrivato il 26 dello stesso mese. Giovanni Roncaglio nacque a Soncino (CR) il 15 aprile 1902 da Gerolamo Roncaglio e Stefana Asperio. Dichiarò il mestiere di elettrotecnico e venne classificato come “Schutz” (prigioniero per motivi politici). Fu deportata il 22 febbraio 1944 con un trasporto che viaggiava sotto la sigla RSHA, e che arrivò a Auschwitz il 26 dello stesso mese. Il 17 ottobre 1943 le sorelle Edvige e Italia si recarono a chiedere notizie del fratello, sottovalutando la pericolosità della loro azione. Non abbiamo notizie certe sulla sua morte, che avvenne in luogo ignoto dopo il 18 gennaio 1945. Sposato con Emilia Riposio, con le figlie Enrica e Mariuccia viveva in corso principe Oddone 83 (attuale 21 dello stesso corso) a Torino. Venne però arrestato il 14 settembre 1944 da italiani. La sua vicenda venne ricordata da alcuni compagni sopravvissuti, tra cui citiamo Ferruccio Maruffi. La data di morte è incisa sulla pietra per volontà del richiedente, sulla base di ricordi personali. Sposatacon Teodoro Sacerdote, abitava con la famiglia in corso Fiume 17 a Torino.In quanto ebrea fu colpita dalle leggi razziali del 1938 e, con l’occupazione nazistadell’Italia seguita all’8 settembre 1943, si trovò a doversi nascondere per sfuggireall’arresto e alla deportazione. Fu deportato ad Auschwitz con un convoglio partito da Fossoli il 22 febbraio 1944 e che arrivò il 26 febbraio successivo. Pietre d’inciampo, or stolpersteines to give them their original German name, were first conceived by Berlin artist Gunter Demnigback in 1993 as a quiet, unassuming but vital art project. Condotto nel carcere Le Nuove, fu poi condotto al campo di Bolzano. Con l’entrata in vigore delle leggi razziali del 1938, che imponevano il divieto per gli ebrei di possedere attività imprenditoriali, i coniugi furono costretti a cedere la gestione e la proprietà a dipendenti di fiducia, che si occuparono del funzionamento della vetreria restituendola correttamente agli eredi dopo la fine della Seconda guerra mondiale. All’arrivo al campo, Ilka non superò la prima selezione e venne uccisa il giorno stesso insieme ai suoi figli. Venne in seguito trasferito nei sottocampi di Gusen e di Ebensee. Le pietre di inciampo a Torino sono 114, posizionate di fronte alle abitazioni dei deportati. Dopo alcuni mesi, furono deportati ad Auschwitz su un treno partito il 2 agosto 1944 da Verona, insieme ad altri deportati di varia provenienza. Da qui fu deportato il 14 dicembre 1944 al campo di Flossenburg. Luciana Levi nacque a Torino il 6 febbraio 1926, figlia di Alessandro e Germana Garda. Ingegnere, lavorava alla FAX, una fabbrica di armi fornitrice della Marina militare. Venne in seguito trasferito nel sottocampo di Zement-Ebensee. Achille – matricola 179981 – fu deportato insieme alla sorella e morì in luogo ignoto il 22 gennaio 1945. All’arrivo al campo di concentramento di Mauthausen fu classificato con la categoria Schutz (prigioniero politico); il 24 marzo fu trasferito nel sottocampo di Gusen. Fu trasferito nel campo di Fossoli, e di qui deportato ad Auschwitz il 22 dello stesso mese. Il trasporto, che viaggiava sotto la sigla RSHA, partì il 5 aprile 1944, aggregò altri vagoni a Mantova e Verona, e arrivò ad Auschwitz il 10 aprile. Felicino viene descritto da Aldo Zargani in Per violino solo come “altissimo, bellissimo, Nizza Cavalleria, elmo dorato e cimiero d’argento”, e come molto coraggioso al limite dell’incoscienza, tanto da frequentare regolarmente – lui ebreo – i caffè alla moda di piazza Carlo Felice nell’autunno 1943 (mentre il divieto di ingresso datava dalle leggi razziali del 1938 e, al contempo, era ormai di pubblico dominio la notizia delle deportazioni in Germania per gli ebrei). Lì fu immatricolato col numero 113355 e classificato nella categoria “Schutz” (prigioniero per motivi politici). Il 27 marzo fu trasportata presso il campo di transito di Fossoli (MO) dove rimase, sola, fino al 5 aprile. Wanda si trasferì insieme alla famiglia nell’alloggio che affittavano al terzo piano dello stabile di via Piazzi, presumibilmente intorno alla fine del 1943. Lo stesso giorno venne arrestata anche la madre, che era accorsa per cercare di salvarla. Sposato con Iolanda Momigliano, abitava con la famiglia al numero 50 di corso Dante Alighieri (attuale numero 90) a Torino. Abitava con la famiglia al numero 50 di corso Dante Alighieri (attuale numero 90) a Torino. If you live in Europe is quite possible that you have noticed something strange in the street. Non abbiamo notizie sulla data e sul luogo della morte di Germana, che avvenne dopo l’arrivo al campo di concentramento. LE PIETRE D'INCIAMPO A TORINO Le "Pietre di inciampo" ( Stolpersteine ) sono un monumento diffuso e partecipato ideato e realizzato dall'artista tedesco Gunter Demnig per ricordare le singole vittime della deportazione nazista e fascista. Leone morì in un luogo sconosciuto dopo l’ottobre 1944. L'iniziativa per l'installazione di una pietra d'inciampo parte da chiunque - singoli cittadini, associazioni o enti - desideri ricordare una vittima. Venne in seguito trasferito al campo di concentramento di Mauthausen, dove venne immatricolato col numero 125702. Venne poi imprigionato nel carcere Le Nuove di Torino. Frate predicatore domenicano, viveva presso il convento di via San Domenico 0 a Torino. Luciana morì nel gennaio del 1945 in luogo ignoto. In quanto ebreo, con l’occupazione nazista dell’Italia seguita all’8 settembre 1943, si trovò a doversi nascondere per sfuggire all’arresto e alla deportazione. Cliccando sul nome si apre la scheda con la biografia. Sono state posizionate 6 pietre in 4 luoghi, di cui una alla memoria di Francesco Staccione alla cui posa erano presente anche il gonfalone del Torino FC. Venne deportata al campo di concentramento di Auschwitz in data sconosciuta, e in seguito trasferita al campo di concentramento di Dachau. Era figlio di Giuseppe e di Leonilda Tersilla Segre; era fratello di Dante e di Italo. In quanto ebreo, con l’occupazione nazista dell’Italiaseguita all’8 settembre 1943 si trovò a doversi nascondere per sfuggire all’arresto e alladeportazione. Gino Rossi nacque a Venezia il 18 agosto 1884 da Pellegrino e Estella Maestro. Venne arrestato con il fratello Giacomo l’11 dicembre 1943 a Torino. Di qui, su un convoglio composto da vagoni merci, con i suoi compagni di deportazione giunse a Bergamo nel pomeriggio. La sua esperienza nelle fila della Resistenza fu interrotta quando le SS e le forze repubblichine organizzarono un grande rastrellamento a partire dal 7 marzo 1944: in seguito ai combattimenti, Teresio fu arrestato e fu condotto alle carceri Nuove di Torino. Arrestata insieme alla madre il 2 dicembre 1943, venne detenuta alle carceri Nuove di Torino e rilasciata in libertà l’11 dello stesso mese per motivazioni che restano da indagare. Gina non superò la selezione iniziale e fu uccisa il giorno stesso del suo arrivo a Auschwitz, il 23 maggio 1944. Di famiglia ebraica, possedeva e gestiva con il marito la vetreria Franco in corso Regina Margherita 27. Abitavacon la famiglia in corso Vittorio Emanuele II 70 a Torino.Di professione era ingegnere, ma in seguito alle leggi razziali del 1938 non potécontinuare a svolgere il suo lavoro. PIETRE D’INCIAMPO TORINO Stolpersteine (Pietre di inciampo) è il primo monumento diffuso e partecipato dal basso a livello europeo: oltre 50.000 pietre d’inciampo sono state poste in 1.100 località di 16 paesi europei; in Italia, le pietre sono presenti a Roma, Viterbo, Siena, Tali pose sono il frutto di un'iniziativa di Gunter Demnig, promossa anche da alcune associazioni e gruppi promotrici: Torino accoglie ufficialmente 114 pietre d'inciampo, la prima delle quali è stata posata l'11 gennaio 2015.[1]. Venne arrestata il 20 aprile 1944 a Chianni (PI) da italiani. Fu poi trasferita al campo di Fossoli di Carpi in provincia di Modena da dove venne deportata ad Auschwitz. Lasciata la caserma, Ferdinando raggiunse a piedi la famiglia a Torino. Al suo arrivo il 26 febbraio seguente superò la selezione iniziale e venne immatricolato col numero 174547. Condotta al campo di Theresienstadt, sopravvisse alla liberazione del campo e fu liberata il 9 maggio 1945. Subì diversi trasferimenti nei sottocampi di Mauthausen: prima Grossramming e quindi, dopo il mese di agosto, Schlier Redl-Zipf, in ultimo Gusen. Giacomo abitava in via San Francesco da Paola 15 a Torino. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, Enzo decise di separare la famiglia nella speranza di salvare i suoi cari. Al suo arrivo superò la selezione iniziale e venne immatricolato. Giorgio Ottolenghi nacque ad Acqui Terme il 4 ottobre 1909 da Benedetto e Emilia Lattes. Il 2 agosto 1944 fu infine deportato da Verona su un convoglio diretto a Auschwitz, dove arrivò il 6 agosto 1944. Venne nuovamente arrestata con la figlia il 23 maggio 1944, e trasferita in un primo tempo al campo Fossoli, per essere poi deportata al campo di concentramento di Auschwitz il 26 giugno, dove arrivò il 30 dello stesso mese. Venne immatricolato col numero 40043. Venne condotto in un primo tempo alle carceri di Ivrea, in seguito trasferito alle carceri di Milano e quindi al campo di Fossoli. Si sposò con Marco Tedeschi. Durante la sua vita si è impegnata in un’opera di costante testimonianza nelle scuole. Alessandro fu portato insieme a Wanda alle Carceri Nuove di Torino il 9 dicembre; successivamente furono trasferiti presso il carcere San Vittore di Milano. Operaio presso le Ferriere Fiat, era membro della 7^ brigata SAP De Angeli col nome di battaglia di “Leo” e ebbe un ruolo negli scioperi del marzo 1944. Elena presumibilmente frequentò la scuola ebraica torinese in via Sant’Anselmo 7, avendo compiuto 6 anni nel giugno del 1939. Registrato con il numero di matricola 42313, venne classificato con la categoria Jude. Sposò Giovanna Martoia il 6 settembre del 1925, che morì nel 1935. La sua immatricolazione è dubbia. Ciononostante, Ernesto continuava il suo impegno presso la fabbrica torinese per salvaguardare la produzione di mobili e il lavoro degli operai. In quanto ebrea, con l’occupazione nazista dell’Italia seguita all’8 settembre 1943 si trovò a doversi nascondere per sfuggire all’arresto e alla deportazione. Fu condannato, il 20 marzo 1937, a dodici anni di reclusione. Fu deportato ad Auschwitz con il trasporto partito da Fossoli il 5 aprile 1944. Venne deportato a Dachau il 5 ottobre 1944, dove venne immatricolato col numero 113596 e classificato nella categoria “Schutz” (prigioniero per motivi politici). Il trasporto viaggiava sotto la sigla RSHA e il numero dei deportati che è stato possibile identificare è 489. Agenti della polizia italiana arrestarono Renzo a Ivrea il 7 febbraio 1944. Aderì giovanissimo al movimento socialista, andando incontro a difficoltà lavorative che gli imposero cambi di città e di mestiere fino a quando, ferroviere, venne trasferito a Torino, che da quel momento fu la sua città. Ebrea, il 9 agosto 1944 venne arrestata a Canischio (TO). Jacopo non superò la selezione iniziale e fu ucciso il giorno stesso del suo arrivo a Auschwitz, il 23 maggio 1944. STUMBLING STONES IN BOLZANO TECHNICAL ECONOMIC INSTITUTE "CESARE BATTISTI" WHERE ARE IN BOLZANO ? Detenuto in un primo tempo presso le carceri Nuove di Torino, fu poi trasferito al campo di Bolzano. La lista delle pietre d'inciampo nella città di Torino ricorda il destino delle vittime dello sterminio nazista, qualunque sia stato il motivo della persecuzione: religione, razza, idee politiche, orientamenti sessuali. Di questi solamente 23 erano vivi alla fine della guerra. Due giorni dopo, il 6 marzo, venne consegnato al Comando tedesco di Torino, che ne decise la deportazione al campo di concentramento di Mauthausen, dove arrivò l’11 dello stesso mese. Il 25 ottobre 1943 venne arrestata a Chivasso con il fratello da tedeschi. Fu deportato a Mauthausen con il trasporto partito il 13 marzo 1944 da Torino che arrivò a Mauthausen (via Bergamo) il 20 dello stesso mese. Rinaldo Corio nacque a Torino il 19 settembre 1914 da Giovanni Battista e Monica Giuseppa Perotti. Fu arrestato a Torino il 10 marzo 1944 in relazione agli scioperi organizzati nelle fabbriche. Durante il ventennio di dittatura fascista continuò l'attività politica clandestina, che gli valse molte discriminazioni lavorative, molti rischi e un processo davanti al Tribunale speciale per la difesa dello Stato. Leone Lattes nacque a Torino il 13 gennaio 1891 da Israele e Sara Colombo. Nel 1939, in applicazione delle leggi razziali, Arduino fu posto in congedo assoluto in quanto ebreo. Per ricordare le singole vittime del nazionalsocialismo l’artista produce piccole targhe di ottone poste su cubetti di pietra che sono poi incastonati nel selciato davanti all’ultima abitazione scelta liberamente dalla vittima. Venne in seguito trasferito a nel sottocampo di Gusen. In quanto ebreo, con l’occupazione nazista dell’Italia seguita all’8 settembre 1943 si trovò a doversi nascondere per sfuggire all’arresto e alla deportazione. In nome dei suoi ideali, partecipò agli scioperi del marzo 1944 e fu arrestato il 12 marzo. Ebreo, dopo l’8 settembre 1943 si allontanò da Torino per sfuggire alle persecuzioni. Alberto morì a Dachau il 15 aprile 1945. Vittorio morì a Gusen il 17 novembre 1944. Il falso partigiano ferito si presentò come figlio di Giuseppe Davide Diena, che così venne catturato nell’ambito della stessa operazione. Come giornalista documentò la “strage di Torino” del 18 dicembre 1922, alla quale pure scampò fortunosamente. Al suo arrivo superò la selezione iniziale e venne immatricolato. Ambedue i fratelli Lolli furono portati alla Carceri Nuove di Torino e poi alle carceri di Milano. Renato Ortona nacque a Torino l’8 ottobre 1915 da Attilio e Lina De Benedetti. All’arrivo al campo, Itala non superò la selezione iniziale e venne uccisa il giorno stesso insieme alla sorella. Giacomo De Benedetti nacque a Acqui il 19 luglio 1900 da Vittorio e Olga Carpanetti. Insieme al fratello Renato fece parte della Resistenza aderendo fin dal 12 settembre 1943 al gruppo SAP (Squadra di azione patriottica) che sarebbe stato intitolato a Giambone. Alessandro Colombo, detto Sandro, nacque a Torino il 23 giugno del 1895, figlio di Giuseppe Colombo e Giustina Colonna. Cfr. Trasferito nel sottocampo di Gusen e poi di nuovo a Mauthausen, Gelindo morì in una data incerta, compresa tra il 10 e il 16 marzo 1945. Dopo essersi laureato in ingegneria elettrotecnica nel 1923, Ernesto affiancò il padre nella gestione della fabbrica di mobili Valabrega. Frequentò la sezione A del Ginnasio del Liceo Classico Cavour, come risulta dal registro scolastico degli anni scolastici 1936-37 e 1937-38. Denunciato da un debitore della ditta presso la quale Abramo lavorava come contabile, venne arrestato insieme alla sorella Rosa il 25 ottobre 1943 da tedeschi a Chivasso. Renato Fracchia di Spinetta Marengo, razziatore di ebrei, di casa all’Albergo Nazionale dove era acquartierata la polizia delle SS, promise alla moglie di Gino documenti falsi in cambio di diecimila lire, ma appena la donna sborsò la somma, Fracchia e il suo compare Soave catturarono Gino oltre a razziare altri oggetti in casa. Lidia Tedeschi, detta “Pucci”, nacque a Torino il 29 gennaio 1925 da Girolamo e Rosetta Rimini, con i quali abitava in via Aurelio Saffi 13 a Torino. Da qui fu condotto a Flossenburg il 14 dicembre 1944. Sergio Levi nacque il 3 febbraio 1930 a Torino, figlio di Alessandro e Garda Germana. Giuseppe morì a Dachau il 1 aprile 1945. Appassionato di calcio, giocò in diverse squadre importanti a livello nazionale (tra le quali Torino, Fiorentina e Cremonese). Di seguito sono i nomi delle vittime in ordine alfabetico. In un momento successivo venne trasferito a Melk, sottocampo di Mauthausen. Dichiarò il mestiere di verniciatore. Ferroviere in Sicilia, perse il lavoro nel 1927 per il suo rifiuto di prendere la tessera del Partito fascista. Remo Jona nacque a Asti il 30 aprile 1900 da Rodolfo e Emilia Segre. Enzo Lolli, figlio di Camillo e Bice Jona e fratello di Corrado, Giuseppina e Ferruccio, nacque il 24 febbraio 1894 a Chiari (BS). Le poche testimonianze su Corrado ci raccontano di come si fosse dedicato alla legatoria, tanto da aprire un piccolo studio. Studentessa del Liceo classico “Massimo D’Azeglio” di Torino, in seguito alle leggi razziali del 1938 fu costretta ad abbandonare gli studi presso l’istituto. Di qui venne deportato a Auschwitz il 16 maggio1944.Moise Adolfo venne ucciso al momento del suo arrivo a Auschwitz, il 23 maggio 1944. Abitava con la famiglia in corso Sommeiller 25 a Torino (attuale numero 35 dello stesso corso). Qualche giorno dopo, uscito di casa per raggiungere un caffè di piazza Palazzo di Città dove avrebbe dovuto incontrare degli amici e prendere contatti per entrare nella Resistenza, venne arrestato in una retata. Venne arrestato con la moglie il 17 aprile 1944 ad Alassio inprovincia di Savona, nel pensionato di suore dove si erano rifugiati per sfuggire allepersecuzioni. Abitava in via Gioberti 69 a Torino. Sposata con Ernesto Funaro, viveva con la famiglia in via della Consolata 8 a Torino. Tornato a Torino, lavorò come operaio alla Grandi Motori Navali Fiat. Dichiarò il mestiere di fonditore. Dopo l’8 settembre 1943, con l’occupazione nazista dell’Italia del Centro-Nord cominciarono le deportazioni di ebrei dall’Italia verso i campi di sterminio in Polonia; Enrico, Benvenuto e Mario furono vittime del tradimento da parte del dipendente che gestiva il loro negozio. Qui venne registrato con la matricola 168019. Fu prelevato dalle mura della sua abitazione dopo una delazione compiuta da conoscenti italiani, come riporta la moglie Lidia in alcuni documenti. Secondo il censimento effettuato dal Regime fascista nel 1938, la famiglia risiedeva in corso Orbassano 15 (oggi corso De Gasperi) a un isolato di distanza da via Piazzi 3. Pilade Momigliano nacque a Torino il 12 luglio 1880 da Pacifico e Decima Segre. Teresio Fasciolo nacque a Torino il 9 ottobre 1925. In seguito all’emanazione delle leggi razziali nell’autunno del 1938, la famiglia meditò di fuggire dall’abitazione, ma fu l’annuncio dell’entrata in guerra (10 giugno 1940), a spingerli a trovare rifugio nello sfollamento a Mezzenile, nelle Valli di Lanzo. Dopo l’occupazione tedesca seguita all’armistizio dell’8 settembre 1943, la famiglia Valabrega si rifugiò a Biella presso una zia di Tranquilla per sfuggire alle persecuzioni razziali. Nella primavera del 1943 venne trasferito al comando della difesa territoriale diFirenze, dove, in seguito agli eventi dell’8 settembre 1943, fu catturato dai tedeschi il 19settembre 1943 e deportato in Germania. Abitava con la famiglia in via Papacino 2 a Torino. Rosa nacque a Chivasso il 2 settembre 1922. Viveva coi genitori e il fratello Sergio in via Fratelli Carle 6 a Torino. Sposato con Adelina Suita, abitava in via Aosta 29 a Torino. Si trasferì quindi a Torino dove trovò lavoro presso la Fiat Ferriere. Sono stati individuati 611 dei deportati presenti sul convoglio; di questi, secondo i documenti conservati nell’Archivio del Museo di Auschwitz, gli uomini immatricolati dopo aver superato la selezione all’arrivo furono 154 mentre le donne 80. Giorgio morì in prigionia in luogo ignoto e in una data sconosciuta. Lavorò come operaio presso lo stabilimento della Fiat Ferriere di Torino. Arduino Cremisi nacque a Pisa il 25 novembre 1876 da Angiolo e Rachele Momigliano. Musicista, compositore e studioso, è ricordato per le sue composizioni di musica sinfonica di successo internazionale e per la sua raccolta con arrangiamenti delle Canzoni popolari del Piemonte. L’Istituto era stato fondato nel 1909 e dal 1942, quando aveva cambiato sede, da corso Orbassano 21 spostandosi in corso Quintino Sella 79, lo dirigevano Luigi e Rita Vinay, presumibilmente valdesi. Nell’ambitodell’occupazione militare tedesca dell’Italia seguita all’8 settembre 1943, venne arrestato aVettigné in provincia di Vercelli durante un rastrellamento alla fine del maggio 1944. Dopo la guerra, il dipendente fedifrago, processato, fu prosciolto per l’amnistia decretata per i reati degli anni di guerra. Molti superstiti - fra i quali Ferruccio Maruffi, Quinto Osano, Nino Bonelli e Pio Bigo - ricordano quei momenti nelle loro memorie. Venne immatricolato con il numero 76202, classificato sotto la categoria “Schutz” (prigioniero per motivi politici) e dichiarò la professione di giornalista. Ebbe due fratelli, Aldo e Italo. Convinto che si trattasse di ricevere notizie dei figli sfollati in Abruzzo, e di cui non aveva più notizie a causa dei combattimenti nella penisola, venne invece arrestato. Sara Nina Levi in Vitale nacque a Torino il 18 agosto 1855 da Jacob e Rachele Segre. fu deportato ad Auschwitz con il trasporto partito il 22 febbraio 1944 e arrivato il 26 dello stesso mese.

Daikin Ftxs20g2v1b Caratteristiche Tecniche, Immagine Di San Domenico Savio, Unione Terre D'argine Amministrazione Trasparente, Decreto Miur 2020, Totti Film Sky, Genoa Logo Png, Nesli Significato Nome, Differenza Tra Daikin è Daikin Siesta, Hisense Italia It, 15 Giugno 2021 Che Giorno E, Unione Terre D'argine Amministrazione Trasparente, Alessia Messina E Balotelli,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *