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riflessioni sulla nascita della repubblica italiana

Oggi infatti è la festa della Repubblica Italiana. Nel 1877, repubblicani e democratici costituirono il gruppo parlamentare dell'estrema sinistra. 2 del Decreto Legislativo luogotenenziale 16 marzo 1946, n. 98: «Nella ipotesi prevista dal primo comma (cioè la vittoria della Repubblica, n.d.r. La regione dove si ebbe la maggior percentuale di voti nulli fu la Valle d'Aosta, altro territorio storicamente legato alla Casa sabauda. L'ambiguità di questa espressione sarà causa di accesi dibattiti e contestazioni postreferendarie, comunque ininfluenti per la proclamazione del risultato referendario, in quanto i voti favorevoli alla repubblica saranno numericamente superiori alla somma complessiva delle schede bianche, nulle e favorevoli alla monarchia[25]. Nascita della Repubblica e la fine dell’unità antifascista: l'Italia dal 1943 al 1948. Nel 1944 si ebbe l'improvviso riconoscimento del Governo Badoglio da parte dell'Unione Sovietica, fatto che spiazzò sia gli angloamericani (all'oscuro delle relative trattative) sia la sinistra politica italiana, che fino ad allora aveva una posizione di netta chiusura nei confronti della monarchia. Con l'approvazione delle leggi eccezionali del fascismo (regio decreto 6 novembre 1926, n. 1848), furono disciolti tutti i partiti politici operanti nel territorio italiano, con eccezione del Partito nazionale fascista. Il precedente accordo tra la Corona e il CLN fu formalizzato nel decreto legge luogotenenziale n. 151/1944 in cui si stabiliva che alla fine della guerra sarebbe stata convocata un'Assemblea costituente per dare una Costituzione allo Stato e risolvere la questione istituzionale[22]. Non abdicò mai, ma tale evenienza non era prevista nel decreto legislativo luogotenenziale n. 98 del 16 marzo 1946[24] in caso di vittoria repubblicana. I votanti furono 24 946 878, pari circa all'89,08% degli aventi diritto al voto, che risultavano essere 28 005 449; le schede convalidate furono 23 437 143, quelle invalidate (bianche incl.) Mai si parlò di esilio, da parte di nessuno. Decreto legislativo luogotenenziale nº 98 del 16 marzo 1946, Archivio storico delle elezioni - Risultati referendum del 1946, Decreto legislativo presidenziale 19 giugno 1946, n.2, Articoli di differenti giornali nell'archivio del Senato, http://www.rivisteweb.it/doi/10.1410/38527, Sistema politico della Repubblica Italiana, Referendum istituzionale del 2 giugno 1946, https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Nascita_della_Repubblica_Italiana&oldid=116837170, Storia dell'Italia nel secondo dopoguerra, Template Webarchive - collegamenti all'Internet Archive, Voci non biografiche con codici di controllo di autorità, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo. Voce principale: Storia dell'Italia repubblicana. Il 4 giugno 1944, con l’ingresso delle truppe alleate, Roma è liberata. Rivolgo il mio pensiero a quanti sono caduti nel nome d'Italia e il mio saluto a tutti gli Italiani. 2. . Una giornata importante per la nostra storia ricca di grandi iniziative e cerimonie ufficiali. Il nuovo governo cominciò i contatti con gli Alleati per giungere a un armistizio. Accingiamoci, adunque, alla nostra opera senza temerarie esaltazioni e senza sterili scoramenti, col grido che erompe dai nostri cuori pervasi dalla tristezza dell'ora ma ardenti sempre di speranza e di amore per la Patria: Che Iddio acceleri e protegga la resurrezione d'Italia!». 3. 2 giugno - Primo giorno di votazioni per il referendum istituzionale e per l', 7 giugno - Un gruppo di professori monarchici dell', 10 giugno - La Corte di Cassazione secondo quanto attestato dai verbali, proclama i risultati del, 11 giugno - Gli organi d'informazione danno ampiamente notizia della vittoria della Repubblica. Nel 1895 anche i repubblicani più intransigenti cominciarono a partecipare alla vita politica del Regno, costituendo il Partito Repubblicano Italiano. Festa della Repubblica Italiana 2020. Immediatamente dopo la proclamazione dei risultati, il Consiglio dei Ministri si riunì, per dare attuazione al 3° comma dell'art. Le città erano piene di cumuli di macerie, ma nella pace ritrovata le speranze prevalevano. La vera pace – disse un saggio – è quella delle anime. Inoltre, la XIII disposizione stabiliva il divieto di entrare in Italia per gli ex re, le loro consorti e i loro discendenti maschi. . La Festa della Repubblica rappresenta un momento di coesione e di responsabilità' di tutti, dal quale trarre quella spinta di cui il nostro Paese ha bisogno. Federico Romero, Storia della guerra fredda. Il 13 giugno, il Consiglio dei ministri – riunito dalla notte precedente – stabilì che, a seguito della proclamazione dei risultati data il 10 giugno, da parte della Corte di cassazione, le funzioni di Capo provvisorio dello Stato, in base all'art. - Ogni umiliazione inflitta al suo onore, alla sua indipendenza, alla sua unità provocherebbe non il crollo di una Nazione, ma il tramonto di una civiltà: se ne ricordino coloro che sono oggi gli arbitri dei suoi destini. Il 10 giugno, alle ore 18:00, nella Sala della Lupa a Montecitorio a Roma la Corte di Cassazione, secondo quanto attestato dai verbali, proclamò i risultati del referendum e cioè: 12 672 767 voti per la repubblica, e 10 688 905 per la monarchia. Non "primo", come re d'Italia, ma "secondo" come segno distintivo della continuità della dinastia di casa Savoia[6]. Per la prima volta in una consultazione politica nazionale votavano anche le donne: risultarono votanti circa 13 milioni di donne e 12 milioni di uomini, pari complessivamente all'89,08% degli allora 28 005 449 aventi diritto al voto. [2] Subito dopo la consultazione elettorale non mancarono scontri provocati dai sostenitori della monarchia, durante i quali si verificarono alcune vittime, come ad esempio a Napoli, in via Medina[3][4]. L'11 giugno, dichiarato festivo come primo giorno della repubblica[40], si svolsero in molte città manifestazioni a favore della repubblica. Un altro passaggio importante che ci aiuta a comprendere meglio la nascita della Repubblica. La prima ci fu nel 1948 e nel 1950 venne inserita ufficialmente nel cerimoniale della giornata. Quei monarchici di Napoli uccisi anche dalla storia. Di fronte a questa delegittimazione del potere regio, perciò, si affermarono come nuovi soggetti politici i partiti italiani, ricostituitisi nonostante il formale mantenimento del divieto, e uniti nel Comitato di Liberazione Nazionale (CLN): ne facevano parte il Partito Comunista Italiano, il Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria, Democrazia del Lavoro, il Partito d'Azione, la Democrazia Cristiana e il Partito Liberale Italiano[20]. Abitudini quotidiane il cui vero significato è, di fatto, sconosciuto. 139, che: "La forma repubblicana non può essere oggetto di revisione costituzionale". Sarà infatti respinta cinque giorni dopo (il 18 giugno) dalla Corte di Cassazione e comunque si rivelerà ininfluente, visto il distacco conseguito dalla scelta repubblicana sui voti espressi in favore della monarchia nel risultato referendario definitivo. A seguire, il 1º luglio Enrico De Nicola venne nominato primo presidente della Repubblica Italiana; e il 1º gennaio 1948 entrò in vigore la nuova Costituzione della Repubblica Italiana. La nascita della Repubblica Italiana avvenne il 2 giugno 1946, in seguito ai risultati del referendum istituzionale indetto quel giorno per determinare la forma di governo dopo la fine della seconda guerra mondiale.. Leggi gli appunti su tesine-nascita-della-repubblica-italiana-inscienze qui. Per nascita della Repubblica Italiana si fa riferimento al periodo storico che ha segnato il passaggio da monarchia a repubblica.La scelta di questo passaggio fu determinata dai cittadini, che il 2 giugno del 1946, al termine della II Guerra Mondiale, votarono la forma di … A tutti coloro che ancora conservano fedeltà alla Monarchia, a tutti coloro il cui animo si ribella all'ingiustizia, io ricordo il mio esempio, e rivolgo l'esortazione a voler evitare l'acuirsi di dissensi che minaccerebbero l'unità del Paese, frutto della fede e del sacrificio dei nostri padri, e potrebbero rendere più gravi le condizioni del trattato di pace. La Costituzione della Repubblica italiana – che mi auguro sia approvata dall'Assemblea, col più largo suffragio, entro il termine ordinario preveduto dalla legge – sarà certamente degna delle nostre gloriose tradizioni giuridiche, assicurerà alle generazioni future un regime di sana e forte democrazia, nel quale i diritti dei cittadini e i poteri dello Stato siano egualmente garantiti, trarrà dal passato salutari insegnamenti, consacrerà per i rapporti economico-sociali i principi fondamentali, che la legislazione ordinaria – attribuendo al lavoro il posto che gli spetta nella produzione e nella distribuzione della ricchezza nazionale – dovrà in seguito svolgere e disciplinare. Si pervenne così alla "svolta di Salerno": i partiti politici mettevano da parte i sentimenti antimonarchici per rimandare alla fine della guerra la questione istituzionale e accettavano di entrare in un nuovo governo guidato da Badoglio; il Sovrano accettava di cedere i suoi poteri a suo figlio allorché Roma fosse stata liberata. CASA DELLA MEMORIA E DELLA STORIA Roma, Via Di San Francesco Di Sales, 5, (Roma) Orario di apertura . Il 2 giugno 2015 ricorre la Festa della Repubblica: ecco tutte le info sulla storia e le origini di questa ricorrenza e le frasi più famose. Gli appunti dalle medie, alle superiori e l'università sul motore di ricerca appunti di Skuola.net. Quest'ultima interpretazione avrebbe consentito il mantenimento della forma istituzionale monarchica anche in caso di sconfitta, qualora la repubblica, pur maggioritaria, non avesse raggiunto la metà più uno dei voti, conteggiando per valide anche le schede bianche o nulle; ma anche il mantenimento del regime monarchico (a rigore: "il regime luogotenenziale"), in base all'art. Bibliografia. Art. 2, DLL 16 marzo 1946, n. 98, secondo i principi dell'attuale ordinamento costituzionale». ), dal giorno della proclamazione dei risultati del referendum e fino alla elezione del Capo provvisorio dello Stato, le relative funzioni saranno esercitate dal Presidente del Consiglio dei Ministri in carica nel giorno delle elezioni». In quel bisogno di esprimersi, la lingua comune fu chiamata a rispondere a una moltitudine di impieghi e registri prima sconosciuta. Il ministro del tesoro, il liberale Epicarmo Corbino dichiarò: «In definitiva la questione riguarda soprattutto la persona di De Gasperi: vorrei sapere se si rende conto della responsabilità che si assume con questo ordine del giorno»[47]. La strage di via Medina nel 1946 a Napoli, I voti favorevoli alla repubblica superarono di circa due milioni quelli favorevoli alla monarchia, mentre le schede nulle furono solo 1 498 136, Relazione di Attilio Piccioni al I Congresso della Democrazia Cristiana, Proclama in data 13 giugno 1946, riportato per esteso in narrativa, Ministero dell'Interno - Archivio Storico delle Elezioni - Referendum del 2 Giugno 1946, Il 2 giugno e quei voti nei sacchi della munnezza, Storia di Anna, la ragazza simbolo della Repubblica Italiana, La celebre foto (ritraente Anna Iberti probabilmente come una modella), fu scattata per il settimanale, La riproduzione del verbale dattiloscritto su foglio a quadretti è riportata sul sito internet, Gabriella Fanello Marcucci, cit., pag. Il 25 luglio 1943, quando la guerra a fianco della Germania ormai volgeva al peggio, Vittorio Emanuele III, in accordo con parte dei gerarchi fascisti, revocò il mandato a Mussolini e lo fece arrestare, affidando il governo al maresciallo Pietro Badoglio[17]. 13 giugno - Dopo una riunione notturna, il governo delibera che, a seguito della proclamazione dei risultati data il 10 giugno, da parte della Corte di Cassazione, le funzioni di Capo provvisorio dello Stato, in base all'art. Oggi si fa presto a dire Repubblica. Venne così riconosciuto il suffragio universale, dopo i vani tentativi fatti nel 1881 e nel 1907 dalle donne dei vari partiti. A seguire, il 1º luglio Enrico De Nicola venne nominato primo presidente della Repubblica Italiana; e il 1º gennaio 1948 entrò in vigore la nuova Costituzione della Repubblica Italiana. Le vicende della seconda guerra mondiale non aumentarono le simpatie verso la monarchia, anche a causa degli atteggiamenti discordanti di alcuni membri della casa regnante. Le città erano piene di cumuli di macerie, ma nella pace ritrovata le speranze prevalevano. Quello stesso giorno vennero inoltre eletti i 556 deputati che avrebbero fatto parte dell’Asse… Benché da più parti gli fossero pervenuti inviti a resistere, Umberto preferì comunque prendere atto del fatto compiuto, valutando che l'alternativa potesse essere l'innesco di una guerra civile fra monarchici e repubblicani, soprattutto a seguito dei fatti di Napoli ed essendo stato informato dal generale Maurice Stanley Lush che gli alleati non sarebbero intervenuti a difesa della sua incolumità neanche in caso di palese spregio delle leggi. Abbonandoti a IntornoTirano potrai avere accesso ai contenuti riservati e dare la tua opinione! Gli esponenti repubblicani – che, nel 1853, avevano costituito il Partito d'Azione – parteciparono anch'essi alle elezioni del Parlamento italiano; gli stessi Mazzini e Garibaldi risultarono eletti in talune occasioni. La Stampa, quotidiano torinese, aveva pubblicato similmente: È nata l'Italia repubblicana, sottotitolando La famiglia reale si imbarca per il Portogallo. Al proclama dell'ex re, seguì la ferma risposta del Presidente del Consiglio De Gasperi, che lo definì «...un documento penoso, impostato su basi false ed artificiose», concludendo che «un periodo che non fu senza dignità si conclude con una pagina indegna. Il CLN si affermò anche sulla scena internazionale, come soggetto complesso, plurimo, che si candidava all'egemonia politica nel Paese con il Congresso di Bari (28-29 gennaio 1944), in cui unanimemente i partiti aderenti chiesero l'abdicazione del Re nonché la composizione di un Governo con pieni poteri e con la partecipazione di tutti i sei partiti, per affrontare la guerra e «...al fine di predisporre con garanzia di imparzialità e libertà la convocazione di un'Assemblea costituente appena cessate le ostilità». Si celebra infatti la nascita della Repubblica Italiana Spero che almeno in questo giorno di festa la smettiamo di dividerci per ogni cosa… e ci auguriamo … L'ex re inizialmente ventilò che il suo allontanamento potesse essere anche soltanto temporaneo[50][51], pro bono pacis[52][53]. Il 2 giugno 1946 Dopo dopo 85 anni di regno dei Savoia, dopo 22 anni di regime fascista e la Seconda guerra mondiale fu un momento di svolta per il nostro paese. Come si vede, i partiti che si erano espressi per la scelta repubblicana (DC, PCI, PSIUP, PRI e PdAz) ottennero complessivamente una percentuale di voti (poco più dell'80%) molto superiore di quella espressa in favore della Repubblica nella consultazione referendaria (54,3%). La prima ci fu nel 1948 e nel 1950 venne inserita ufficialmente nel cerimoniale della giornata. I nostri scritti hanno poi lo scopo di promuovere la nascita di un nuovo umanesimo, reso più razionale da una conoscenza più profonda del cervello e della mente umana, cercando di armonizzare le due culture: quella umanistica e quella scientifica. Nascita della repubblica in sintesi – Il 2 giugno 1946 gli italiani e per la prima volta le italiane, furono chiamati a un referendum per decidere se l’Italia dovesse rimanere una monarchia, oppure se essa dovesse essere sostituita dalla repubblica. Si trattò di un passaggio di grande importanza per la storia dell'Italia contemporanea dopo il ventennio fascista, il coinvolgimento nella seconda guerra mondiale e un periodo della storia nazionale assai ricco di eventi. Assolutamente deludente fu il risultato delle liste monarchico-liberali (poco meno del 10%) a fronte del 45,7% dei voti espressi in favore della monarchia. Art. Costituente e costituzione - Articolo 1: Una Repubblica fondata sul lavoro. Enrico De Nicola, con 396 voti su 501, al primo scrutinio. Per l'Italia si inizia un nuovo periodo storico di decisiva importanza. Inoltre, con l'abbonamento aziendale, potrai avere la pagina della tua attività nella sezione dedicata! Si celebra infatti la nascita della Repubblica Italiana Spero che almeno in questo giorno di festa la smettiamo di dividerci per ogni cosa… e ci auguriamo … 19 del D.L.L. P.IVA 00916140148 E si fa presto anche a dire democrazia e poi libertà, popolo e Costituzione., Tutti questi termini appaiono scontati alle nuove generazioni. Costituzione italiana: la nascita. La nomina, da parte di Vittorio Emanuele III, di Benito Mussolini come primo ministro, nell'ottobre 1922, seppur non contraria allo Statuto, che attribuiva al re ampio potere di designare il governo, era contraria alla prassi che si era instaurata nei decenni precedenti. Vernissage. Vittorio Emanuele III, la corte e il governo Badoglio fuggirono da Roma (in cui erano presenti forze tedesche) a Brindisi (libera dal controllo dei nazisti e che sarà in breve raggiunta dall'avanzata degli angloamericani). Fu la prima volta nella storia italiana in cui si svolsero delle votazioni a suffragio universale ( il diritto di voto concesso a tutti i cittadini che abbiano raggiunto la maggiore età, all’epoca superiore a 21 anni, senza alcuna discriminazione di sesso, di razza, di fede politica o religiosa e senza alcuna subordinazione a requisiti di natura economica o culturale). La costituzione adottata fu lo statuto albertino promulgato nel 1848 da Carlo Alberto di Savoia, re di Sardegna[7]. Nel 1913, tuttavia, i socialisti ufficiali, i sindacalisti e i repubblicani conseguirono un lusinghiero risultato, riuscendo a far eleggere ben 77 deputati[10], senza contare i socialisti riformisti, filo-monarchici. Secondo il parere della maggioranza dei ministri, infatti, sarebbe stato assurdo non rivestire di alcuna rilevanza l'annuncio del 10 giugno 1946, che altrimenti la Cassazione avrebbe potuto non dare. I monarchici attribuirono subito la sconfitta a tali presunti brogli e a scorrettezze nella convocazione dei comizi e nello svolgimento del referendum. I momenti cruciali della Resistenza, la nascita della Repubblica sotto il dominio della Democrazia Cristiana, il miracolo economico, il Sessantotto, le lotte politiche degli anni Settanta, il terrorismo: un affresco storiografico ricco di suggestioni e spunti critici che sottolinea il drammatico passaggio da un Paese fascista distrutto dalla guerra a una grande e opulenta nazione democratica. L'ex regina Maria José era già stata autorizzata a rientrare in Italia nel 1987 in quanto, con la scomparsa del marito Umberto ed essendo rimasta vedova si riconobbe come cessato il suo status di "consorte". Stime monarchiche valutano in circa tre milioni i voti che andarono persi per diverse ragioni, numero maggiore della differenza tra l'opzione repubblicana e quella monarchica[61]. A essi ci si è fatta l’abitudine. Al contrario, la lettera e le proteste dei monarchici, come quelle represse sanguinosamente il giorno prima a Napoli e una nuova manifestazione monarchica dispersa lo stesso 12 giugno[45], suscitarono le preoccupazioni dei ministri intenzionati quanto prima all'insediamento della Repubblica (secondo la celebre frase del leader socialista Pietro Nenni: «o la Repubblica o il caos!»)[46]. Dal punto di vista legale nulla era cambiato, ma dal punto di vista sostanziale il potere del monarca era venuto a mancare per la scissione del territorio nazionale in zone distinte, entrambi per motivi diversi sottratti alla regia potestas: il Nord e il centro Italia, inclusa Roma, la capitale, si trovava di fatto, tramite la RSI, sotto il ferreo controllo tedesco, al Sud le condizioni dell'armistizio avevano privato il Re del potere statutario e della sovranità di fatto, per via delle limitazioni derivanti dall'armistizio[19]. Per la prima volta votarono anche le donne. Settantacinque anni di storia: un percorso intenso e tormentato, intriso di speranze e di delusioni, di traumi profondi e di mutamenti. Fino al 1946 l'Italia era una monarchia costituzionale, regolata dallo Statuto Albertino. Da Gigi Speroni, Il testo del proclama si trova pubblicato sul sito, Molti monarchici non riconoscono tuttavia Vittorio Emanuele come pretendente al trono, preferendogli il cugino, Indro Montanelli, Mario Cervi, cit., 1985, p. 35, Indro Montanelli, Mario Cervi, cit., 1985, p. 38, Indro Montanelli, Mario Cervi, cit., 1985, p. 39, Indro Montanelli, Mario Cervi, cit., 1985, p. 40, Indro Montanelli, Mario Cervi, cit., 1985, p. 41, Indro Montanelli, Mario Cervi, cit., 1985, p. 43, Gazzetta Ufficiale n. 134 del 20 giugno 1946, elessero anche i componenti dell'Assemblea Costituente, Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria, Emblema adottato dalla Repubblica Italiana. Una delle cause che contribuì alla sconfitta della monarchia fu probabilmente una valutazione negativa della figura di Vittorio Emanuele III, giudicato da una parte corresponsabile degli orrori del fascismo; dall'altro la sua decisione di abbandonare Roma, e con essa l'esercito italiano che venne lasciato privo di ordini, per rifugiarsi nel sud subito dopo la proclamazione dell'armistizio di Cassibile, fu vista come una vera e propria fuga e non migliorò certo la fiducia degli italiani verso la monarchia. Confido che la Magistratura, le cui tradizioni di indipendenza e di libertà sono una delle glorie d'Italia, potrà dire la sua libera parola; ma, non volendo opporre la forza al sopruso, né rendermi complice dell'illegalità che il Governo ha commesso, lascio il suolo del mio Paese, nella speranza di scongiurare agli Italiani nuovi lutti e nuovi dolori. 1 509 735. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 22 nov 2020 alle 15:06. Tra le anomalie più rilevanti secondo i monarchici vi furono le seguenti. 23 aprile 1946, n. 219, emetterà in altra adunanza il giudizio definitivo sulle contestazioni, le proteste e i reclami presentati agli uffici delle singole sezioni e agli uffici circoscrizionali o alla stessa corte concernenti lo svolgimento delle operazioni relative al referendum; integrerà i risultati con i dati delle sezioni ancora mancanti e indicherà il numero complessivo degli elettori votanti e quello dei voti nulli»[38][39]. n. 98/1946[24], il Governo presentò le proprie dimissioni nelle mani del nuovo Capo Provvisorio dello Stato che, successivamente conferì a De Gasperi l'incarico di formare il primo Governo della Repubblica Italiana. Il 5 febbraio 1990 il programma televisivo Mixer andò in onda su Rai 2 con un falso scoop giornalistico, in cui si denunciavano alcuni brogli nel referendum del 2 giugno 1946 che avrebbero permesso di scongiurare la vittoria della monarchia; la puntata, realizzata allo scopo di dimostrare il sottile confine tra verità e falsità storiche, si attirò numerose critiche.

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